Il theremin è uno strumento affascinante, benchè per lo più sia diventato famoso per un uso molto più scenico e di effetto “wow” che musicale in senso stretto, a partire dalle bordate sonore psichedeliche di Jimmy Page durante i live dei Led Zeppelin negli anni ’70.
Ma se usciamo un attimo dal “volevamo stupirvi con effetti speciali“, stiamo parlando di uno strumento musicale vero e proprio che pone l’asticella della difficoltà molto in alto se si ha intenzione si suonarlo per generare melodie. Insomma, causare mal di testa anche al gatto del vicino è faciel, ma una volta che ci si è presa confidenza, si possono fare cose davvero interessanti e adattabili in tanti diversi contesti musicali.
Soma Laboratory, azienda che si definisce “romantic engineering”, ha recentemente presentato il Flux, un sintetizzatore digitale che reinterpreta il theremin, offrendo un controllo gestuale su 16 dimensioni sonore e perciò definito “theremin sotto steroidi“.
Un’interfaccia innovativa
A differenza del theremin tradizionale, che rileva i movimenti delle mani tramite variazioni di capacità, il Flux utilizza magneti tenuti tra le dita di entrambe le mani. Questi interagiscono con un sensore multipolare sul corpo dello strumento, permettendo di tracciare con precisione la posizione e l’orientamento delle mani.
Il movimento sull’asse X del magnete destro controlla l’intonazione, mentre l’asse Z regola il volume. Il sinistro, invece, è assegnato a vari parametri del motore di sintesi interno, modulabili attraverso i movimenti sugli assi X, Y e Z.
GFlux è in grado di rilevare non solo la posizione dei magneti nello spazio, ma anche il loro angolo e orientamento. Questo consente operazioni come capovolgere il destro per spostarsi su diverse ottave o inclinarlo per accedere a ulteriori parametri di modulazione. In totale, i musicisti possono gestire sedici parametri sonori senza mai toccare fisicamente lo strumento.
Motore di sintesi versatile
Il Flux offre 37 algoritmi preimpostati che coprono una vasta gamma di stili di sintesi, tra cui FM, wavetable, additiva e modellazione fisica. Include anche effetti come filtraggio, distorsione e modulazione.
Lo strumento può operare in modalità polifonica, duofonica e monofonica, a seconda dell’algoritmo selezionato.
Espandibilità e connessioni
Attualmente, il Flux dispone di uscite audio stereo e un’uscita cuffie. Tuttavia, Soma Laboratory sta sviluppando un box aggiuntivo che permetterà al Flux di funzionare come controller MIDI e CV compatibile con MPE per strumenti e apparecchiature esterne.
Insomma, con il Flux, Soma Laboratory ha creato uno strumento che combina l’espressività del theremin con le potenzialità della sintesi moderna, offrendo ai musicisti un controllo gestuale senza precedenti su una vasta gamma di parametri sonori.
I prezzi non sono specificati con estrema precisione, sul sito ufficiale si parla di un costo tra i 1000 e i 1200 euro.
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